Un dominio è il nome del tuo sito web, l’indirizzo che le persone digitano nel browser per raggiungerti: per esempio tuosito.it. Se il tuo sito fosse un negozio, il dominio sarebbe l’indirizzo stampato sui biglietti da visita — quello che dici agli altri perché ti vengano a trovare. Senza, esisteresti solo come una sequenza di numeri impossibile da ricordare.
In questa pagina ti spiego cos’è un dominio senza tecnicismi: com’è fatto, come funziona dietro le quinte, quali tipi esistono e come sceglierne uno buono. È uno dei primi mattoni da capire quando crei un sito, insieme a cos’è un hosting.
Com’è fatto un dominio
Un dominio sembra una parola sola, ma in realtà è composto da più pezzi, che si leggono da destra verso sinistra. Prendi www.tuosito.it:
- L’estensione (il TLD). È la parte finale, dopo l’ultimo punto: .it, .com, .net… Si chiama TLD, cioè Top-Level Domain, e dice qualcosa sul tipo di sito o sul Paese.
- Il nome del dominio. È la parte centrale, tuosito: quella che scegli tu e che identifica il tuo brand. È il pezzo che conta di più.
- Il sottodominio. È la parte iniziale, spesso www, ma può essere altro (come blog.tuosito.it o shop.tuosito.it) oppure non esserci affatto.

Come funziona un dominio
Qui arriva la parte interessante. Il dominio è un nome comodo per noi umani, ma i computer tra loro non si parlano per nome: si parlano per numeri, gli indirizzi IP (qualcosa come 192.0.2.10). Serve quindi qualcuno che traduca il nome nel numero giusto.
Questo lavoro lo fanno i DNS, una specie di rubrica telefonica di internet. Quando qualcuno digita il tuo dominio, i DNS cercano a quale indirizzo IP corrisponde — cioè su quale server vive il tuo sito — e indirizzano lì il browser. Tutto in una frazione di secondo. In pratica il dominio non “contiene” il sito: lo punta. Il sito vero e proprio vive sull’hosting; il dominio è solo l’insegna che ci porta.
I tipi di dominio: le estensioni (TLD)
Le estensioni non sono tutte uguali, e la scelta non è solo questione di estetica. Le più comuni:
- .it — l’estensione italiana, la migliore se il tuo pubblico è in Italia. Trasmette vicinanza e fiducia a un lettore italiano.
- .com — la più diffusa al mondo, adatta a qualsiasi progetto, soprattutto se guardi anche fuori dall’Italia.
- .net — storicamente legata a progetti tecnici e community; una buona alternativa quando il .com è occupato.
- .org — pensata per associazioni, enti e progetti no-profit.
- .eu — per chi vuole un respiro europeo.
- .shop, .store, .blog… — le nuove estensioni “tematiche”, utili per dire subito di cosa ti occupi.

Dominio e hosting: che differenza c’è
È la confusione più frequente, quindi mettiamola subito a posto. Il dominio è il nome/indirizzo; l’hosting è lo spazio dove il sito vive davvero. Sono due cose distinte, spesso vendute insieme ma non per forza dallo stesso fornitore. Per avere un sito funzionante ti servono entrambi: il dominio perché ti trovino, l’hosting perché ci sia qualcosa da mostrare. Ho una pagina che spiega per bene la differenza tra dominio e hosting, e una su cos’è un hosting se vuoi partire da lì.
Come si registra un dominio (e quanto costa)
Un dominio non si “compra” per sempre: si registra, cioè lo si tiene per un periodo (di solito un anno alla volta), rinnovabile finché vuoi. Lo si fa tramite un registrar o, più comodamente, direttamente dal proprio hosting: quasi tutti i piani includono un dominio gratis il primo anno, e questo ti semplifica la vita perché dominio e spazio sono già collegati.
Quanto costa? Indicativamente un .it o un .com stanno sui 10-15 euro l’anno. Occhio, come per l’hosting, al prezzo di rinnovo: alcune estensioni “tematiche” costano poco il primo anno e parecchio dopo. Una regola che do sempre: registra il dominio a tuo nome, non a nome dell’agenzia o di chi ti realizza il sito, così resti tu il proprietario.
Come scegliere un buon dominio
Il nome te lo porti dietro per anni, quindi vale la pena pensarci bene. I criteri che uso:
- Corto e facile da ricordare. Più è breve, meno errori di battitura e più passaparola.
- Facile da dire e da scrivere. Se devi spiegarlo al telefono ogni volta, hai sbagliato nome. Evita trattini e numeri quando puoi.
- Pertinente. Meglio se richiama il tuo brand o il tema del sito, senza forzare parole chiave a tutti i costi.
- Con l’estensione giusta. .it o .com per la maggior parte dei casi; le tematiche solo se aggiungono chiarezza.
- Libero anche sui social. Prima di innamorarti di un nome, controlla che il nome utente sia disponibile su Instagram e gli altri canali che userai.
In sintesi
Il dominio è l’indirizzo con cui le persone ti trovano: un nome fatto di un’estensione (.it, .com…) e di una parte centrale che scegli tu. Non contiene il sito, lo punta — il sito vive sull’hosting, e i DNS fanno da ponte. Scegline uno corto, chiaro e a tuo nome, con l’estensione adatta al tuo pubblico. Quando passi dalla teoria alla pratica e ti serve lo spazio dove mettere il sito, parti dalla mia classifica dei migliori hosting italiani: quasi tutti includono il dominio nel prezzo.
