Il colosso italiano dell’hosting: infrastruttura enorme e di proprietà, marchio solidissimo e un prezzo d’ingresso tra i più bassi in assoluto. Ma è tra i più lenti che ho misurato, l’assistenza fa aspettare e al rinnovo i prezzi salgono parecchio. Ottimo per partire spendendo pochissimo; meno se vuoi velocità e supporto rapido.
Datacenter: Italia
✓ P.IVA italiana
✓ GDPR
Aggiornata a giugno 2026. Ho analizzato l’hosting WordPress di Aruba piano per piano, ne ho verificato l’identità aziendale e ho misurato io stesso il tempo di risposta del server su un’installazione WordPress di test che gira sulla loro infrastruttura. Qui trovi prezzi reali (primo anno e rinnovo), dati tecnici, il mio test di velocità e il verdetto, senza sconti di comodo. Se vuoi capire come arrivo ai voti, trovi tutto nella mia metodologia di valutazione.
Aruba è il nome che chiunque, in Italia, associa a “dominio e hosting”: è il più grande provider del Paese e un marchio che esiste da trent’anni. Sull'”italianità” è semplicemente fuori categoria — infrastruttura di proprietà, datacenter enormi sul territorio, partita IVA e responsabilità tutte italiane. Il problema è che grande e storico non significa veloce: nei miei test è risultato tra i più lenti di tutta la mia classifica, l’assistenza ha tempi che mettono alla prova la pazienza e il prezzo civetta del primo anno nasconde rincari importanti al rinnovo. Per questo gli do un 7,5: vale per chi cerca un marchio italiano rassicurante e una delle spese più basse per iniziare, meno per chi mette velocità e supporto in cima alla lista. Lo trovi comunque nella mia selezione dei migliori hosting italiani.
Chi è Aruba (e quanto è “italiano vero”)
Qui non c’è partita: sull’angolo che mi sta più a cuore — l’italianità reale e verificabile — Aruba è in cima a tutto. È Aruba S.p.A., fondata nel 1994, con sede a Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo (Via San Clemente 53), capitale interamente italiano (4.000.000 € i.v.), partita IVA 01573850516 e iscrizione al Registro Imprese di Bergamo (REA BG-434483). Numeri da gigante: oltre 16 milioni di utenti, 2,7 milioni di domini gestiti, quasi 10 milioni di caselle email e oltre 31.000 server.
Ma il vero fiore all’occhiello è l’infrastruttura, perché Aruba i datacenter se li costruisce e se li possiede, e sono tra i più grandi d’Europa:
- Global Cloud Data Center (IT3) a Bergamo: 200.000 m² di campus, il più grande complesso di datacenter d’Italia.
- Hyper Cloud Data Center (IT4) a Roma: 74.000 m² di campus, più due strutture ad Arezzo (IT1 e IT3).
- Un datacenter di proprietà in Repubblica Ceca e strutture partner in Inghilterra, Germania, Francia e Polonia.
- Rete italiana interamente di proprietà, certificata Rating 4 ANSI/TIA-942, connessa a internet con oltre 500 Gbps e alimentata anche da energia pulita (fotovoltaico e idroelettrico).
In più Aruba è il Registro ufficiale dell’estensione .cloud dal 2016 ed è perfettamente GDPR Ready. Tradotto: se “italiano vero” significa azienda, server e responsabilità in Italia, Aruba è la definizione stessa del concetto. È il suo punto di forza più solido, e va detto chiaramente.


Prezzi e il vero costo a 3 anni
E qui arriviamo al nodo di Aruba, quello su cui questo sito non chiude un occhio. Il prezzo del primo anno è tra i più bassi che troverai: si parte da 11,90 € l’anno. Ma quei numeri sono promozioni valide solo per il primo anno: al rinnovo si applica il listino pieno, e il salto è notevole. Ecco i prezzi ufficiali, IVA esclusa, con il dato che conta davvero — il rinnovo:
| Piano WordPress | 1° anno | Dal rinnovo |
|---|---|---|
| Hosting WordPress (autogestito) | ~11,90 € | ~49,99 € |
| WordPress Gestito Smart | ~14,90 € | ~79 € |
| WooCommerce Gestito | ~79,90 € | ~249 € |
| Hyper Hosting Gestito | ~199 € | ~420 € |
Il costo reale a 3 anni, che è il modo onesto di guardare un hosting, racconta tutto. Il piano Gestito Smart — quello che consiglierebbero per WordPress — costa 14,90 € il primo anno, ma 79 € a ogni rinnovo: in tre anni sono circa 173 € + IVA, non i 15 € della vetrina. Il piano base autogestito passa da 11,90 € a quasi 50 € l’anno: circa 112 € su tre anni. Resta una spesa contenuta, ma il “prezzo stracciato” è un’illusione che dura dodici mesi. È esattamente il tipo di trappola che smaschero in tutta la categoria hosting economico: il primo anno civetta non è il prezzo reale.

Per onestà, due cose vanno dette a favore: il prezzo del primo anno è il più basso del mercato italiano, ottimo per chi vuole testare un progetto spendendo pochissimo; e il dominio è incluso anche al rinnovo. Il punto è semplicemente saperlo: con Aruba non stai comprando il prezzo che vedi, ma quello che pagherai dal secondo anno in poi.
Scheda tecnica (WordPress Gestito Smart)
Ecco cosa porti a casa con il piano gestito d’ingresso, quello pensato per WordPress. La dotazione è completa e moderna sulla carta; il limite, come vedremo, è nelle prestazioni reali e nel pannello.
| Spazio | Illimitato su SSD | Web server | HTTP/2 + HiSpeed Cache (con AI) |
|---|---|---|---|
| Database | 1 MySQL (1 GB) | CDN | Inclusa |
| 5 caselle da 1 GB | Traffico | Illimitato (fino a ~50.000 visite/mese) | |
| Domini | 1 incluso (anche al rinnovo) | Pannello | Area utente Aruba (non cPanel) |
| Backup | Giornaliero (7 gg) + 2 on-demand | Sviluppo | Staging · WordPress Migration Tool |
| WordPress | Preinstallato + aggiornamenti automatici | Sicurezza | SSL DV, antivirus, antispam |
| AI Assistant | Incluso | Assistenza avanzata | A crediti (60 € cad.) |
WordPress è già installato con aggiornamenti automatici di core, temi e plugin, c’è l’ambiente di staging, c’è una CDN inclusa e il sistema di cache proprietario HiSpeed Cache (con una funzione AI che precarica le pagine più visitate), oltre al comodo WordPress Migration Tool per spostare un sito esistente. Due note importanti, però. La prima: il pannello non è cPanel, ma l’area utente proprietaria di Aruba — funzionale ma, lo dico per esperienza, dispersiva (cPanel è disponibile solo sul piano Cloud Hosting, a parte). La seconda: l’assistenza inclusa è quella standard; per avere risposte rapide c’è un “supporto avanzato” a crediti, 60 € l’uno. Tienilo a mente, perché incide. Dotazione comunque buona: la valuto 7,5.
Test di velocità: i miei numeri reali
Qui non mi affido alle promesse: ho misurato. Su un’installazione WordPress di test che gira sull’infrastruttura di Aruba ho rilevato il TTFB (Time To First Byte, il tempo che il server impiega a iniziare a rispondere) con KeyCDN, dal nodo di Francoforte, su tre prove; e monitoro l’uptime con Pingdom. Ecco i dati reali:
Ed eccolo, il punto dolente. Aruba dichiara, su test interni con HiSpeed Cache, un TTFB sotto i 0,2 secondi; nel mio test reale, però, il risultato è stato di 371 ms — tra i più alti di tutta la mia classifica (solo Netsons, 411 ms, e Kinsta, 420 ms, fanno peggio). Per dare il senso del confronto: VHosting si è fermato a 120 ms, Serverplan a 273 ms, e persino i più economici tra gli esteri stanno sotto. La CDN e la cache aiutano sul caricamento delle pagine già visitate, ma sul tempo di risposta del server Aruba paga un dazio evidente. Non è un host lento al punto da rovinarti il sito, ma se la velocità è una tua priorità, non è qui che la trovi.
Applico lo stesso identico metodo a ogni host che recensisco, così il confronto resta pulito, e aggiorno questi numeri ogni tre mesi.
Uptime
Sull’uptime, almeno, l’infrastruttura mastodontica di Aruba dà i suoi frutti. Nel mio monitoraggio con Pingdom il sito ha fatto registrare il 100%, senza cadute. Aggiorno il valore ogni tre mesi, quindi è un dato vivo. Con datacenter Rating 4 ANSI/TIA-942, alimentazione ridondata e una rete a oltre 500 Gbps, la continuità del servizio è uno dei terreni dove la stazza di Aruba conta davvero. Su questo parametro il voto è pieno: 10.
Assistenza
E qui torniamo a una nota dolente, forse la più sentita da chi usa Aruba. Sulla carta l’assistenza è gratuita e disponibile 24/7 via telefono, email e ticket. Nella pratica, però, i tempi sono il vero problema: nei miei contatti ho dovuto aspettare anche più di un giorno per una risposta utile, ed è un’esperienza che ritrovo in moltissime recensioni di altri utenti — attese lunghe al telefono, difficoltà a parlare con un operatore in carne e ossa, richieste rimpallate tra assistente virtuale e ticket.
Sul giudizio complessivo va fatta una precisazione onesta: su Trustpilot il marchio Aruba ha circa 4 stelle su oltre 8.000 recensioni, ma quel numero è trainato dalla massa di clienti di domini, PEC e fatturazione; la pagina dedicata specificamente all’assistenza racconta un’altra storia, con una netta prevalenza di feedback negativi proprio sui tempi e sulla reperibilità. Aggiungi che il supporto “veloce” (la coda prioritaria) si paga a crediti, e capisci perché questo è il parametro che pesa di più sul voto finale. Qui do un 5,5: per un’azienda di queste dimensioni, ci si aspetterebbe molto di meglio.
Facilità d’uso
Sull’uso quotidiano, Aruba è un’esperienza a luci e ombre. Le luci: WordPress arriva già preinstallato (sui piani gestiti con aggiornamenti automatici), c’è un AI Assistant che aiuta a costruire il sito e il Migration Tool per importare un sito esistente in pochi clic — strumenti che abbassano la barriera per chi parte da zero. Le ombre: il pannello è l’area utente proprietaria di Aruba, non lo standard cPanel, e a mio parere è poco pratica e un po’ dispersiva — non sempre trovi a colpo d’occhio ciò che cerchi. Se vuoi cPanel devi passare al piano Cloud Hosting, a parte. Nel complesso un 7: si lavora, ma con qualche attrito, soprattutto per chi arriva da un pannello più moderno.
Oltre l’hosting: dove Aruba è davvero forte
Sarebbe ingiusto ridurre Aruba al solo hosting WordPress, perché il suo cuore è altrove: è un colosso del cloud, dei server e dei servizi alle imprese e alla Pubblica Amministrazione. Se il tuo progetto cresce e ti servono risorse dedicate, qui Aruba dà il meglio, con un’offerta vastissima di hosting cloud e VPS e server appoggiata a quei datacenter di proprietà. È un aspetto da considerare: come hosting WordPress condiviso non è il più brillante, ma come ecosistema completo su cui far scalare un progetto nel tempo, pochi in Italia possono competere.
Come si confronta con gli altri hosting italiani
Per inquadrarlo, ti dico come si posiziona rispetto agli altri che ho recensito. I due rivali italiani diretti sono Serverplan e VHosting: entrambi sono italiani veri come Aruba, ma più veloci e con un’assistenza nettamente migliore — paghi un po’ di più del primo anno Aruba, ma eviti sia la lentezza sia i tempi del supporto. Ho messo Aruba testa a testa con il primo nel confronto Aruba contro Serverplan. Tra gli altri italiani da valutare ci sono Keliweb e Netsons, anch’essi più reattivi sul supporto.
Sul fronte internazionale, se cerchi qualità tecnica e assistenza rapida l’alternativa è SiteGround (più caro ma su un altro pianeta per velocità e supporto): il confronto utile è Aruba contro SiteGround. E se stai scegliendo tra Aruba e l’economico per eccellenza, ho confrontato i due in Hostinger contro Aruba. Per progetti cloud premium c’è infine Cloudways. In sintesi: Aruba si sceglie per italianità e prezzo d’ingresso, non per prestazioni o supporto.
Pro e contro
Pro
- Italiano vero ai massimi livelli: Aruba S.p.A. a Ponte San Pietro (BG), 7 datacenter di proprietà, capitale e responsabilità italiani, GDPR
- Prezzo del primo anno tra i più bassi in assoluto: si parte da 11,90 € l’anno
- Infrastruttura enorme e affidabile: uptime 100% nel mio test, Rating 4 ANSI/TIA-942
- WordPress preinstallato, CDN e HiSpeed Cache inclusi, AI Assistant e Migration Tool
- Ecosistema completo (cloud, VPS, server, PEC) per far crescere un progetto
Contro
- Tra i più lenti che ho misurato: 371 ms di TTFB, contro i 120 ms di VHosting
- Assistenza lenta: anche più di un giorno per una risposta, e la coda prioritaria si paga (60 €/credito)
- Rincari pesanti al rinnovo: il WordPress base passa da 11,90 € a 49,99 €
- Pannello proprietario poco pratico (niente cPanel sui piani WordPress)
Per chi sì e per chi no
| È perfetto per | Chi vuole partire spendendo il minimo il primo anno, cerca un marchio italiano solidissimo con PEC, domini e servizi integrati, e non ha bisogno di velocità record o supporto immediato. |
|---|---|
| Meglio evitarlo se | La velocità è una priorità, ti serve un’assistenza reattiva, o vuoi un costo basso anche al rinnovo e non solo il primo anno. |
Il voto, parametro per parametro
Il mio verdetto finale
Aruba è il gigante italiano, e quando si parla di italianità e di infrastruttura non ha rivali: trent’anni di storia, datacenter di proprietà tra i più grandi d’Europa, e il prezzo d’ingresso tra i più bassi che troverai. Ma grande non vuol dire veloce: nei miei test è stato tra i più lenti della classifica, l’assistenza fa aspettare più del dovuto e il prezzo civetta del primo anno si gonfia al rinnovo. Per questo si ferma a 7,5. Se ti basta partire spendendo pochissimo, sotto un marchio italiano rassicurante e con tutti i servizi (PEC, domini, cloud) sotto lo stesso tetto, Aruba fa il suo. Ma se vuoi un hosting italiano davvero veloce e con un’assistenza che risponde in fretta, ti conviene guardare Serverplan o VHosting: spendi un po’ di più, ma il salto di qualità si sente.
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Italiano vero · 7 datacenter di proprietà · voto 7,5/10


