Italiano vero, con datacenter in Italia, certificazioni enterprise e un’assistenza tra le migliori del lotto. Tecnicamente è ottimo come VHosting: l’unico vero neo è un tempo di risposta un po’ più alto. Per un sito italiano che mette l’assistenza al primo posto, è una scelta solidissima.
Datacenter: Italia
✓ P.IVA italiana
✓ GDPR
Aggiornata a giugno 2026. Ho analizzato Serverplan piano per piano, ne ho verificato l’identità aziendale e ho misurato io stesso il tempo di risposta del server su un’installazione WordPress di test che gira sulla loro infrastruttura. Qui trovi prezzi, dati tecnici, il mio test di velocità e il verdetto, senza giri di parole. Se vuoi capire come arrivo ai voti, trovi tutto nella mia metodologia di valutazione.
Serverplan è uno di quei nomi che chi fa siti in Italia conosce da sempre, ed è facile capire perché: è italiano vero, con sede e datacenter in Italia, una pila di certificazioni enterprise e — soprattutto — un’assistenza che gli utenti adorano, tanto da renderlo uno dei provider italiani più recensiti e meglio votati in assoluto. Sul piano tecnico se la gioca alla pari con VHosting, il suo rivale più diretto: la differenza la fa la velocità pura, dove VHosting (che gira su LiteSpeed) è un gradino avanti. Non è un host economicissimo e non è il più rapido, ma è solido, trasparente sui prezzi e supportato da un’assistenza di prim’ordine. Per questo gli do un 8,5, e lo metto stabilmente tra i primi nella mia classifica dei migliori hosting italiani.
Chi è Serverplan (e quanto è “italiano vero”)
Questa per me è la verifica più importante, perché “hosting italiano” se lo scrivono in tanti, ma pochi lo sono davvero. Quando dico che un host è “italiano vero” intendo che si può controllare: sede legale, partita IVA, datacenter e responsabilità giuridica, tutto in Italia e tutto verificabile. Serverplan supera l’esame senza incertezze, ed è uno dei casi più puliti che mi sia capitato di analizzare.
Parliamo di Serverplan S.r.l. (società unipersonale, capitale sociale interamente versato di 1.600.000 €), con sede a Cassino, in provincia di Frosinone (Via G. Leopardi 22), partita IVA 02495250603 e iscrizione al Registro Imprese (REA 156549). L’azienda nasce nel 2002: oltre vent’anni di attività, più di 50.000 clienti e una storia tutta italiana, guidata dal CEO Claudio De Luca. Non un marchio nato ieri, ma uno dei provider storici del nostro Paese.
I dati che contano per la fiducia ci sono tutti, e li ho controllati uno per uno:
- Datacenter di proprietà in Italia: per chi serve utenti italiani è il vantaggio di latenza più concreto. È una sala fisicamente isolata, con vigilanza armata 24 ore su 24, sistemi anti-intrusione, anti-incendio e anti-allagamento, doppia alimentazione, due gruppi elettrogeni in ambienti separati e connettività verso internet a 100 Gbps multi-operatore. Infrastruttura di fascia enterprise, non un armadio in affitto.
- Certificazioni ISO 9001, 14001, 27001, 27017 e 27018: qualità dei processi, gestione ambientale e — le tre che pesano di più per un hosting — sicurezza delle informazioni e protezione dei dati personali nel cloud.
- Azienda Qualificata ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale), iscrizione al ROC e presenza sul MEPA (il mercato elettronico della Pubblica Amministrazione): segnali concreti di un fornitore preso sul serio anche dal settore pubblico.
- Accreditamento diretto presso Registro.it, EURid, ICANN e RIPE NCC, e adesione a CISPE: gestiscono le registrazioni dei domini in autonomia, senza dipendere da terzi. La conformità al GDPR è la naturale conseguenza di un’infrastruttura interamente europea.
Tradotto in parole semplici: è un’azienda italiana, con responsabilità legale italiana, datacenter in Italia e assistenza italiana. Sull’angolo che mi sta più a cuore — l'”italianità” reale — Serverplan è in cima alla lista, esattamente come VHosting.

Il datacenter, in particolare, è uno dei loro punti di vanto, e si vede dalla cura con cui ne descrivono protezione fisica e ridondanza. Per un sito che deve restare online e al sicuro, è un’infrastruttura che dà tranquillità.

Prezzi e costo reale a 3 anni
Serverplan ha una gamma WordPress chiara, divisa in quattro piani. Il primo, lo StarterKit, è un’eccezione da conoscere: costa pochissimo ma non ha WordPress preinstallato né gestito, quindi per un sito WordPress vero il punto di partenza realistico è il piano Startup. Ecco il listino (importi annuali, IVA esclusa):
| Piano | Prezzo/anno | Per chi è pensato |
|---|---|---|
| StarterKit | ~26 € | Piccoli siti, ma WordPress non preinstallato |
| Startup WordPress | ~76 € | Il più scelto: WordPress gestito, 20 GB NVMe |
| Enterprise WordPress | ~142 € | Progetti esigenti, 100 GB NVMe |
| Enterprise Plus WordPress | ~230 € | E-commerce e siti aziendali, 200 GB NVMe |

C’è però un pregio che, in questo mercato, vale oro e che mi piace mettere in evidenza: Serverplan non gioca sul prezzo civetta. A differenza di molti host stranieri che ti attirano con una cifra bassissima il primo anno per poi moltiplicarla al rinnovo, qui il prezzo è trasparente e il costo di rinnovo è sostanzialmente in linea con quello iniziale. Significa che il costo reale a 3 anni dello Startup resta intorno ai 228 € + IVA, senza brutte sorprese al secondo anno — l’esatto opposto di quello che succede, per esempio, con SiteGround, che dopo il primo anno civetta moltiplica il canone per cinque. In più, su tutti i piani c’è un dominio gratis “per sempre” (.it o .eu), non solo il primo anno.
Va detto con onestà l’altro lato: Serverplan non è un host low-cost. Per un sito WordPress gestito si parte da 76 € l’anno, più di quanto chiede un VHosting (circa 47 €) o un hosting economico aggressivo come Hostinger. Paghi qualità, assistenza e infrastruttura, e per molti progetti ne vale la pena — ma se il budget è il primo criterio, tienilo presente.
Controlla i prezzi di Serverplan →
Scheda tecnica (piano Startup WordPress)
Per dare un’idea concreta di cosa porti a casa con il piano WordPress d’ingresso, ecco la dotazione che ho verificato sulle schede ufficiali. La qualità è alta, con una sola scelta tecnica su cui tornerò: il web server.
| Spazio | 20 GB SSD NVMe | Web server | Apache · PHP 8 · HTTP/2 |
|---|---|---|---|
| Database | 20 MySQL su NVMe | Cache | Sistema di cache preinstallato |
| 50 caselle incluse | Banda | Illimitata | |
| Domini | 1 dominio gratis per sempre (.it/.eu) | Memoria PHP | 1 GB |
| Backup | Giornaliero automatico su server isolato | Pannello | cPanel |
| Sicurezza | BitNinja, anti-malware, firewall, anti-bruteforce | Sviluppo | SSH, Git, WP-CLI, staging 1-click · migrazione gratuita |
| SSL | Let’s Encrypt incluso | CDN | Non inclusa di serie |
NVMe su tutta la linea, WordPress preinstallato e gestito con aggiornamenti automatici di core, plugin e temi, cache già configurata, ambienti di staging con un clic, accesso da sviluppatore (SSH, Git, WP-CLI), suite di sicurezza completa e il SiteBuilder AI incluso per chi vuole costruire il sito assistito dall’intelligenza artificiale. Il pannello è cPanel, lo standard più diffuso, quindi familiare a chiunque abbia già gestito un sito. L’unico appunto tecnico è che l’hosting WordPress condiviso gira su Apache e non su LiteSpeed (che Serverplan riserva a VPS e server dedicati), e manca una CDN inclusa nel piano: due dettagli che pesano sulla velocità pura, come vedremo. Per la fascia, comunque, la dotazione è ricca e ben pensata, e su questo parametro do un 8,5.
Test di velocità: i miei numeri reali
Qui non mi affido alle promesse del marketing né alle schede tecniche: ho misurato. Su un’installazione WordPress di test che gira sull’infrastruttura di Serverplan ho rilevato il TTFB (Time To First Byte, il tempo che il server impiega a iniziare a rispondere) con KeyCDN, dal nodo di Francoforte, su tre prove; e tengo sotto controllo l’uptime con Pingdom. Ecco i dati reali — gli stessi due strumenti che uso per ogni recensione:
273 ms è un buon valore, sotto la soglia dei 300 ms che separa un server reattivo da uno lento, ed è il segno di un’infrastruttura ben gestita. Voglio però essere onesto nel confronto interno, perché è il senso di questo sito: non è il TTFB più basso che ho misurato. VHosting si è fermato a 120 ms e SiteGround tra 178 e 233 ms, e anche Cloudways (195 ms) ed Ergonet (247 ms) vanno più veloci: sul TTFB puro Serverplan resta nella buona media, non tra i primissimi. La ragione tecnica è quella che dicevo: l’hosting WordPress condiviso di Serverplan gira su Apache, mentre VHosting sfrutta LiteSpeed, più aggressivo proprio sul tempo di risposta. Nella pratica la cache preinstallata e i dischi NVMe spingono comunque bene il caricamento reale delle pagine, ma sul dato puro Serverplan paga un piccolo dazio. È esattamente il tipo di analisi che applico a tutta la categoria hosting veloce.
Applico lo stesso identico metodo a tutti gli host che recensisco, così da avere un confronto pulito e omogeneo, e aggiorno questi numeri nel tempo.
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Uptime
Sull’uptime ho un dato mio e non solo una promessa del fornitore. Tengo sotto monitoraggio il sito con Pingdom, e finora l’uptime registrato è del 100% — nessuna caduta. Aggiorno questo valore ogni tre mesi, quindi è un numero vivo, non una cifra da brochure. Del resto l’infrastruttura è costruita per non fermarsi: datacenter con doppia alimentazione, due gruppi elettrogeni in ambienti separati e connettività ridondata verso più operatori. Nelle migliaia di recensioni utenti che ho consultato non emergono lamentele ricorrenti su cadute del servizio. Alla luce del mio monitoraggio, su questo parametro il voto è pieno: 10.
Assistenza
Ed eccoci al vero fiore all’occhiello di Serverplan, l’aspetto su cui costruisce gran parte della sua reputazione. La soddisfazione degli utenti qui è eccezionale: su Trustpilot Serverplan ha 4,9 su 5 con oltre 6.000 recensioni, ed è uno dei provider italiani più recensiti in assoluto. Numeri che, raccolti su queste quantità, raccontano qualcosa di reale e costante nel tempo.
E non è solo questione di voti. Il supporto tecnico è in italiano, specializzato e disponibile H24, 365 giorni l’anno, raggiungibile via chat, telefono e ticket — con un team (l'”Intrepid Support”) che dalle testimonianze risponde in fretta e risolve davvero, anche sulle questioni WordPress più specifiche. Per chiunque non se la cavi con l’inglese o voglia semplicemente parlare con qualcuno che capisce il problema, è un vantaggio enorme. È il parametro su cui Serverplan supera anche VHosting, ed è il motivo per cui qui do un 9: per assistenza è ai vertici del mercato italiano.

Facilità d’uso
Sul fronte facilità, Serverplan è un host con cui si lavora bene, con qualche distinguo. Il pannello è cPanel, quindi familiare e intuitivo per chi ha già gestito un sito: gestione di domini, email, database e installazioni con pochi clic. Dal piano Startup in su WordPress è già preinstallato e gestito, con aggiornamenti automatici, staging con un clic e il SiteBuilder AI che aiuta a costruire il sito anche chi parte da zero. Lo StarterKit, invece, richiede di installare WordPress per conto proprio: per un principiante assoluto è uno scoglio in più, ed è un altro motivo per partire almeno dallo Startup. Per chi è alla primissima esperienza, cPanel resta meno immediato di un pannello iper-semplificato come quelli proprietari, ma è lo standard del settore e si impara in fretta. Nel complesso un 8. Se vuoi un quadro più ampio su come orientarti, ne parlo nella mia guida ai migliori hosting WordPress.
Come si confronta con gli altri hosting italiani
Per inquadrare Serverplan nel mercato, ti dico come si posiziona rispetto agli altri che ho recensito. Il suo rivale più diretto è VHosting, anch’esso italiano vero e con datacenter in Italia: VHosting vince sulla velocità (LiteSpeed, TTFB 120 ms) e costa un po’ meno, Serverplan risponde con un’assistenza ancora più forte, certificazioni e un datacenter di proprietà molto curato. Se stai scegliendo tra i due, ho dedicato un confronto testa a testa nel mio VHosting contro Serverplan. Tra gli altri italiani da valutare ci sono Keliweb, Aruba — il nome più conosciuto, che ho confrontato in Aruba contro Serverplan — e Netsons, con il suo Netsons contro Serverplan.
Sul fronte internazionale, l’alternativa tecnica più citata è SiteGround, ottimo su WordPress ma non italiano (la società italiana è cessata e i server sono a Francoforte) e molto più caro al rinnovo: il confronto utile è Serverplan contro SiteGround. Per chi punta al cloud gestito di fascia alta c’è poi Cloudways. La sintesi è semplice: se vuoi un italiano verace con l’assistenza migliore e non ti spaventa pagare un filo di più, Serverplan è difficile da battere; se la priorità assoluta è la velocità pura o il prezzo più basso, guarda rispettivamente VHosting o un host economico.
Pro e contro
Pro
- Italiano vero verificato: sede a Cassino, P.IVA, datacenter di proprietà in Italia, certificazioni ISO e ACN, GDPR
- Assistenza al top: H24/365 in italiano via chat, telefono e ticket, con Trustpilot a 4,9 su oltre 6.000 recensioni
- Prezzi trasparenti: il rinnovo è in linea con il primo anno, niente offerta civetta
- Dotazione ricca: NVMe, WordPress gestito, backup giornaliero, staging, SSH/Git, SiteBuilder AI
- Dominio gratis “per sempre” (.it/.eu) e migrazione gratuita assistita
Contro
- TTFB più alto dei migliori: 273 ms nel mio test, contro i 120 ms di VHosting (web server Apache, non LiteSpeed)
- Non è low-cost: per WordPress gestito si parte da 76 € l’anno
- Nessuna CDN inclusa di serie nei piani condivisi
- Lo StarterKit da 26 € non ha WordPress preinstallato
Per chi sì e per chi no
| È perfetto per | Chi ha un sito, blog o e-commerce con pubblico italiano, vuole un host italiano vero con datacenter in Italia e mette l’assistenza in cima alle priorità. |
|---|---|
| Meglio evitarlo se | Cerchi il prezzo più basso in assoluto, la massima velocità pura sul TTFB, o ti serve una CDN inclusa nel piano condiviso. |
Il voto, parametro per parametro
Il mio verdetto finale
Serverplan è un hosting italiano di razza, e lo dico con i numeri in mano: un’azienda con vent’anni di storia, datacenter di proprietà in Italia, certificazioni enterprise e un’assistenza tra le migliori tra tutti gli host che ho provato (e probabilmente la più amata tra gli italiani) — non a caso è uno dei provider italiani più amati su Trustpilot. Sul piano tecnico è ottimo come VHosting, con un’unica differenza che pesa sul voto: il tempo di risposta, un po’ più alto perché i piani condivisi girano su Apache e non su LiteSpeed. Non è il più economico e non è il più veloce, ma è solido, trasparente sui prezzi e supportato come pochi. Per questo gli do un 8,5. Se per te contano italianità reale e assistenza al primo posto, è una scelta che non ti tradirà; se invece insegui la velocità massima o il prezzo minimo, dai un’occhiata a VHosting o agli altri della mia classifica.
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Italiano vero · datacenter in Italia · voto 8,5/10


